Allora è vero che facciamo tutto noi, che soffriamo noi, che solo noi sappiamo cosa vuol dire partorire, che siamo multitasking e mentre prepariamo la cena facciamo il bagnetto e programmiamo la giornata successiva… Ma tutto ciò non sarebbe possibile se al nostro fianco non ci fosse qualcuno all’altezza del ruolo!
Mi riferisco a quel gran pezzo di uomo di mio marito. Ebbene si oltre 190 cm di altezza e occhi neri!
Scherzi a parte, mio marito ha un’importanza fondamentale all’interno del nostro nucleo familiare, è la colonna portante, la figura che si sobbarca di responsabilità che io neanche conosco e lavora dalla mattina alla sera per vederci felici.
Mio marito, che conosco da circa 13 anni, e di cui sono innamorata persa da oltre la metà del tempo, mi ha sostenuto in tutto il percorso, anche se un po introverso e non sempre partecipe fisicamente, c’è sempre stato. E se tendo la mano io so che la sua sta là, costi quel che costi!
Soprattutto mio marito c’è stato dal momento in cui mi si sono rotte le acque fino al parto. Ricordo che mentre andavamo in clinica a Roma quella domenica mattina alle 6 cantavamo insieme! Mio marito ha dormito su una sedia la notte prima del parto, non tornando a casa per due giorni, mi ha tenuto la mano ad ogni mia doglia, e più erano forti, più mi sosteneva!
Mio marito, infine, è un padre delizioso che gioca, ride e scherza con Sveva, la sprona a camminare, a parlare, sa fare tutto, se ne prende cura, la porta a fare i vaccini. Insomma detto tra me e voi, io non posso e non voglio chiedere di più!
