Mamma la pandemia

Mamma la pandemia

La pandemia é stata per tutte noi un periodo molto complicato… da una parte un importante momento della nostra vita che ci ha promesso di stare vicino ai nostri cuccioli e di fermarci un attimo a pensare e a respirare ma anche una periodo di forte stress emotivo sia per noi che per i nostri piccoli.

È stato un momento di forte tristezza per tutte noi, una delle pagine più buie e tristi della nostra storia, sicuramente non scorderò mai i camion dell’esercito pieni di bare in fila per uscire da Bergamo. Durante quei giorni il mio pensiero fisso era rivolto a tutte quelle famiglie che vedevano uscire di casa i propri cari e sapevano che non li avrebbero più rivisti, l’idea di non poter salutare per l’ultima volta un padre, una nonna mi ha sempre messo una grandissima tristezza.

Senza calcolare i grandissimi disagi che questo virus ha portato in tutta Italia, grandi danni all’economia e alle nostre strutture già fragili. Mentre vi scrivo, infatti, mi trovo in fila alla posta e ho circa 40 persone davanti!!!

Ci hanno costretto ad utilizzare mascherine, ci hanno detto che servivano i guanti e poi che era peggio se li mettevamo, ci hanno terrorizzato, ci hanno malinformato (grandissima piaga di questo periodo sono proprio le fake news), ormai conosciamo tutti i prodotti a base alcolica presenti sul mercato e abbiamo stretto amicizia con l’amuchina…

Ma tornando a noi, per quanto mi riguarda non mi sono mai fermata a Marzo ed Aprile perché ho lavorato sia da casa che in ufficio. Quando ero in ufficio dovevo recuperare tante cose non fatte a casa e quando ero a casa dovevo lavorare e badare anche a mia figlia.

La povera Sveva infatti è stata fin troppo paziente, a differenza mia e di mio marito che andavamo a lavorare, lei è restata tutto il tempo nel nostro appartamento con me o con il padre a rotazione, senza vedere nessuno se non tramite telefono, senza calpestare un prato una strada o qualsiasi cosa c’era fuori casa.

La cosa più eclatante che abbiamo fatto in questo periodo infatti, è stata partecipare al flash mob sul balcone. Per me è stato molto difficile conciliare vita lavorativa e vita da mamma, soprattutto è stato difficile cercare delle attività che potessero andare bene per Sveva che comunque si trova in un’età particolare, ad un anno non sa giocare ma al contempo si stufa facilmente di tutte le cose che le vengono messe davanti.

La cosa più stupefacente e bella è stata che a fine lock down, il 4 maggio ci siamo recati in visita dai miei genitori che hanno un grande giardino. Appena Sveva ha visto tanto spazio a disposizione ha deciso di lasciarsi e ha camminato per qualche metro da sola!

Non scorderò mai il suo sorriso, gli occhi mezzi chiusi in faccia al sole, quella sensazione di libertà che seppur così piccola è riuscita a provare.

E voi in che modo avete affrontato la quarantena? Quali sono state le vostre emozioni? Come hanno reagito i vostri piccoli?