Giocattoli e giochi

Giocattoli e giochi

I giochi sono il modo primario per far avvicinare i nostri bambini al mondo dell’insegnamento. Proprio tramite i giocattoli possiamo fornire materiale prezioso per apprendere regole, parole, colori ecc.

Il compito di noi genitori è duplice da una parte dobbiamo creare uno spazio sicuro affinché loro possono giocare, dall’altra dobbiamo presentare giocattoli adatti alla loro età. I bambini appunto imparano giocando e imparano meglio se diamo loro uno spazio è autonomia.

Io sono dell’idea che il gioco deve essere sempre deciso dal bambino, il bambino può prende l’iniziativa anche quando è neonato e noi pensiamo che non abbia facoltà intellettive o che non abbia la capacità di scegliere o di intendere e di volere. Invece i BIMBI SIN DAI PRIMI MESI sono intelligentissimi, assorbono qualunque cosa ci sia intorno a loro per quanto riguarda luci, colori, odori, sensazioni e percepiscono tutto.

E’ molto importante promuovere e sviluppare l’attitudine al gioco, non bisogna mettersi lì ad insegnare ai bambini come giocare anche se secondo noi il bambino sta usando il giocattolo in modo sbagliato non è nostro compito correggerlo perché il bambino deve avere la possibilità di esplorare.

“ogni volta che insegniamo un bambino una cosa lo priviamo della possibilità di scoprirla da solo e quindi di comprenderla fino in fondo”

Che cosa vuol dire? Che se noi spieghiamo a un bambino come funzionano le lego lo stiamo privando della gioia della soddisfazione di scoprirlo da solo!

La rabbia, che sentimento forte!

La rabbia, che sentimento forte!

Spesso, sottostimiamo i nostri figli quando dovremo sovrastimarli e viceversa.

E’ vero, non gli diamo tanta fiducia, facciamo un esempio: in alcune famiglie a 10 anni i bambini mangiano ancora con i piatti di plastica, però poi i genitori si stupiscono se gli stessi bambini non riescono a gestire le emozioni come gli adulti!

Il cervello del bambino è plastico quindi molto portato ad apprendere, ma allo stesso tempo non in grado di gestire tante situazioni e tante emozioni. Semplicemente il suo sistema nervoso non riesce a far fronte alla sua situazione (se volete andate a leggervi qualcosa sulla corteccia prefrontale non formata totalmente nel bambino).

Quindi cosa fare in caso di rabbia? due lavori: uno su noi genitori ed uno sui nostri figli.

Innanzitutto noi dobbiamo essere tranquilli perchè è una fase che non durerà per sempre. Poi dobbiamo ricordarci che noi adulti dobbiamo essere più grandi, più forti saggi e gentili dei bambini.

La gentilezza è evitare la sculacciata o il rimprovero in questo momento di rabbia, poiché i bambini innanzitutto imparano attraverso la gioia e nella gentilezza, non nella paura.

Quindi parola d’ordine è: ACCOGLIERE LA RABBIA. Quindi se il bambino si fa toccare durante la crisi, lo prendiamo in braccio, gli diciamo “so che sei tanto arrabbiato, capisco che è difficile non avere quello che si vuole, ma adesso non puoi fare quello che vuoi” quindi piangi pure io la caramella non te la posso dare, quando ti passa continueremo a giocare.

Questo fa bene al bambino poiché lo sostiene nella rabbia, essere empatico, calmo (se non sto calmo, non posso effettuare un buon intervento) e vicino in questo momento è importante.

Mamme più forti se unite!

Mamme più forti se unite!

Non so se vi siete mai trovati su un aereo con un neonato, un bimbo piccolo che non riesce a smettere di piangere, io sì! Ahimé! È una sensazione bruttissima sentirsi intrappolati a non so quante migliaia di metri di altezza e sapere di non poter uscire non potere portare nostro figlio in un posto sicuro dove non da fastidio agli altri, non poterlo calmare in alcun modo, si ci sente molto stressati, ci sentiamo tutti gli occhi addosso, percepiamo i giudizi degli altri, frasi crudeli e insensibili girano per la nostra testa. Non è forse ovvio che stiamo facendo del nostro meglio per rispondere se ai bisogni di nostro figlio? Una madre vuole forse che suo figlio piange così disperato?

Chi è genitore non sempre capisce o ha compassione di noi genitori, ricordo che io stessa prima di avere i figli quando vedevo che al Gate c’erano bambini e immaginavo che questi bambini sarebbero saliti sullo stesso aereo mio, mi innervosivo mi infastidivo, avevo un atteggiamento molto duro e brusco. Mentre chi c’è passato reagisce a compassione quando un genitore si trovava in difficoltà o lo giudica, lo attacca, lo critica anche soltanto con uno sguardo?

Io ho notato che la maternità ha uno strano effetto sul noi donne, da una parte ci allontana l’una dall’altra e dall’altro invece ci avvicina. La maternità secondo me ha un duplice effetto sulle donne, da una parte crea molti paragoni giudizi e sospetti, immaginiamo frasi del tipo “io questo non lo farei fare mai a mio figlio” “Ma che razza di madre lascia il neonato e torna al lavoro” oppure “non sa come si educano i bambini” e cattiverie simili che sicuramente sono passate per la nostra mente forse dovute un po’ dall’invidia, da complessi di inferiorità, da insoddisfazioni personali o professionali, da paure, da sensi di colpa… Non so perché noi spesso lanciamo questi tipi di giudizi anche soltanto a livello di pensiero. Spero che nessuna abbia il coraggio, la sfrontatezza di fare questi commenti davanti a una mamma, però sicuramente dietro le quinte. lo abbiamo fatto tutte. Quando non ci sentiamo all’altezza di qualcosa o siamo stanche distrutte è facile attaccare l’altro…

Vi è mai successo che il marito torna a casa dal lavoro dopo una giornata di duro lavoro e noi siamo stanche, avvilite, siamo state tutto il giorno con i bambini che hanno pianto, hanno fatto disastri, hanno sporcato, si sono lamentati, hanno saltato il riposino e noi ce la prendiamo col marito che non c’entra niente!! Lo attacchiamo per una cosa minima, insignificante. Questo per dire che a volte quando abbiamo un disagio, un problema che non c’entra assolutamente niente con l’altra mamma ce la prendiamo con lei. Quindi tornando al rapporto tra noi mamme essere mamme il lavoro più difficile, Quello della mamma è un lavoro senza pausa, è un lavoro costante che ci prende a livello emotivo, mentale, fisico senza mai una pausa. Quindi mamme spalleggiamoci, non ci buttiamo giù che tanto non serve a nulla, piuttosto diamoci consigli e sorrisi, ci ritornerà indietro prima o poi!

La domenica

La domenica

La domenica a quest’ora mentre tutti riposano, per me è momento di riflessione… Ed oggi la riflessione me la dedico tutta.

Non ci stancano i figli.
Non sono loro.
Se fosse così, non vorremmo stare a guardarli mentre dormono.
Non ci sveglieremmo giorno dopo giorno cercando di essere migliori per loro. Se fossero loro a stancarci non faremmo loro tante foto come facciamo, non moriremmo di tenerezza e nostalgia nel rivedere le loro foto e video.
Se avere figli fosse così estenuante chissà da quanto tempo ci saremmo estinti.

Ma stranamente continuiamo ad avere figli nonostante tutto,nonostante quanto sia difficile crescerli.
Non sono loro che ci stancano.

Ciò che ci stanca è la solitudine, la mancanza di supporto, la mancanza di spazi per noi stesse, la mancanza di tempo per il nostro sviluppo.
Ci stanca di dover rispondere alle aspettative di maternità e educazione, ci stanca l’isolamento, la pandemia, ci stancano i mandati sociali, ci stancano il maschilismo e il patriarcato, ci stanca la disuguaglianza nel conciliare educazione e lavoro, ci stanca la poca valutazione del nostro ruolo, ci stanca la carenza di risorse, la violenza del sistema.

Tutto questo e più è ciò che rende davvero estenuante il crescere.
Non sono loro stessi.
Perché con loro siamo capaci di ridere e amare. Perché se non dovessimo crescere 24 ore al giorno da soli a casa, sono sicura che ci godremmo di più di noi e di loro e di tutto il bello che sorge quando ci colleghiamo.

Il mio papà

Il mio papà

Dal momento in cui oggi sono in vena di parlare di papà vorrei raccontarvi un po’ del mio Mio.

Mio Padre è un siciliano e il carabiniere! Queste sono le prime due parole che lo descrivono o meglio con cui io descrivo lui a tutti quanti… Sembra quasi che sia una persona estremamente autorevole ed autoritaria ma in realtà è un vero e proprio pezzo di pane che da un anno a questa parte si è totalmente sciolto con i suoi nipoti e ha creato un ottimo rapporto sia con i suoi figli che con i rispettivi coniugi.

Mio padre è sempre stato presente nelle nostre vite ma anche a volte distante, riconducendoci per l’appunto alla figura autoritaria di cui parlavo prima. Diciamo che la parte della persona coccolosa e amorevole è sempre toccata a mia madre come d’altronde nell’immaginario collettivo italiano.

Ad ogni modo mio padre è sempre stato presente su tutti i fronti. Ha sempre partecipato alle riunioni a scuola, si è interessato ai nostri amici, al tempo libero, ha sempre visto i miei  saggi non se ne è mai perso uno, ha sempre accompagnato mio fratello a karate, quindi c’è sempre stato!!

Ovviamente nel periodo dell’adolescenza i disguidi non sono mancati, ma ad oggi posso fermamente dire che è una delle persone più importanti della mia vita, la persona che più ho paura di perdere al mondo e quella con cui ora mi faccio le migliori chiacchierate.

Io sono la famosa figlia principessa che è innamorata del suo re. Uno dei momenti più toccanti che mi piace ricordare è quando mi ha accompagnato all’altare, penso che generalmente questo momento viene descritto come di separazione in realtà io penso che ci abbia unito ancora di più.

Sei il più forte papà!

Sei il più forte papà!

Spesso ho sentito dire che i padri servono solo quando potranno portare il figlio a calcio, oppure ho sentito padri che non prendono i figli in braccio fino ai 6 mesi, padri distanti ed autoritari, padri che pensano di non sapersi relazionare perché la mamma è insostituibile…

Ragazzi il ruolo del papà è importantissimo e fondamentale sin da subito.

Innanzitutto è sostegno, incoraggiamento della moglie/madre appena tornata a casa e nei primi mesi di vita, perché in questo periodo il bimbo vive in simbiosi con la mamma, ma la mamma ha tanto bisogno di aiuto sia psicologico che fisico. Il papà è fondamentale perchè le dice che è una mamma bravissima e sta dando tutta se stessa e proprio perchè sta dando tutta se stessa con il figlio, il papà dovrà essere utile in casa e adattarsi a svolgere diverse mansioni!

Quando il bimbo cresce, in special modo dai 16 mesi in poi, inizia a staccarsi dalla mamma e si dirotta su questa figura che ha avuto accanto fin da subito. Non è che prima non la voleva notare eh!! Diciamo che era mamma – dipendete…

Il papà aiuta il bimbo nella sua autonomia e crescita perché spesso noi mamme abbiamo paura di far fare tante cose ai nostri piccoli, tante cose che sono per noi pericolose, invece il papà vive la situazione in maniera più rilassata non facendo percepire al figlio ansia.

Ad esempio, mia figlia cammina grazie a mio marito, fosse stato per me, stavamo ancora a carissimo amico! Noi mamme non ci rendiamo conto che il papà è protezione quindi non permetterà al bambino di farsi male. Se il bimbo cade, piangerà si farà il bernoccolo e non succederà nulla.

Il papà deve essere normativo perchè il suo ruolo è da sempre questo, ma è molto altro! Quindi cari papà sbizzarritevi, i vostri figli aspettano solo voi!!