Spesso, sottostimiamo i nostri figli quando dovremo sovrastimarli e viceversa.
E’ vero, non gli diamo tanta fiducia, facciamo un esempio: in alcune famiglie a 10 anni i bambini mangiano ancora con i piatti di plastica, però poi i genitori si stupiscono se gli stessi bambini non riescono a gestire le emozioni come gli adulti!
Il cervello del bambino è plastico quindi molto portato ad apprendere, ma allo stesso tempo non in grado di gestire tante situazioni e tante emozioni. Semplicemente il suo sistema nervoso non riesce a far fronte alla sua situazione (se volete andate a leggervi qualcosa sulla corteccia prefrontale non formata totalmente nel bambino).
Quindi cosa fare in caso di rabbia? due lavori: uno su noi genitori ed uno sui nostri figli.
Innanzitutto noi dobbiamo essere tranquilli perchè è una fase che non durerà per sempre. Poi dobbiamo ricordarci che noi adulti dobbiamo essere più grandi, più forti saggi e gentili dei bambini.
La gentilezza è evitare la sculacciata o il rimprovero in questo momento di rabbia, poiché i bambini innanzitutto imparano attraverso la gioia e nella gentilezza, non nella paura.
Quindi parola d’ordine è: ACCOGLIERE LA RABBIA. Quindi se il bambino si fa toccare durante la crisi, lo prendiamo in braccio, gli diciamo “so che sei tanto arrabbiato, capisco che è difficile non avere quello che si vuole, ma adesso non puoi fare quello che vuoi” quindi piangi pure io la caramella non te la posso dare, quando ti passa continueremo a giocare.
Questo fa bene al bambino poiché lo sostiene nella rabbia, essere empatico, calmo (se non sto calmo, non posso effettuare un buon intervento) e vicino in questo momento è importante.
