C’era una volta al polo nord, una casa fatta di dolci dove ci viveva Babbo Natale. Nella casa con lui
c’erano un elfo che si chiamava Giulio e un’elfa molto carina di nome Viola. I due elfi erano molto
amici e amavano il Natale. Un giorno chiesero a Babbo Natale: “Babbo Natale, ma tutti amano il
Natale?” Lui rispose:”Credo di sì.”
La casa di Babbo Natale era in cima a una collina. Accanto alla colina c’era una casetta dove viveva
una renna dispettosa che invece, non amava il Natale e che faceva tanti dispetti a Babbo
Natale:toglieva i fiocchi ai pacchetti, rompeva il naso ai Pinocchi e levava le scarpe alle bambole.
Un giorno Babbo Natale le diede un regalo . A quel punto la renna che non amava il Natale, capì
che era bello ricevere doni da trovare sotto l’albero. Così diventò amica di Babbo Natale, Giulio e
Viola e li aiutò nel suo lavoro. Così vissero tutti felici e contenti.
Viola e Giulio C
Autore: Marina A.
Una notte d’amicizia
C’era una volta Babbo Natale che viveva al polo nord con le renne. Un bel giorno Babbo Natale
andò nella sua fabbrica a vedere se i regali erano pronti per il giorno di Natale ma vide che alcuni
doni erano scomparsi. Per Babbo Natale era un mistero: chi li aveva presi? Perché?
Pensò che era stata la Befana perché i bambini volevano più bene a Babbo Natale che alla Befana
e lei era gelosissima.
Babbo Natale andò dalle renne Sissi, Sussi e Biribissi e disse loro: “Mi accompagnate alla casa della
Befana?”. Le renne risposero di sì.
Babbo Natale e le renne atterrarono sul tetto della casa della Befana. Babbo Natale entrò dal
camino e chiese alla Befana se poteva riprendere i doni per i bambini e le spiegò che i bambini
volevano bene anche a lei.
Infine la Befana, Babbo Natale e le renne, il giorno di Natale, donarono tutti i doni ai bambini che
vissero felici e contenti il loro bellissimo giorno di Natale.
Silvia e Virginia
Il pezzo mancante di Natale
C’erano una volta quattro elfi: la prima si chiamava Luna e gli altri Birichina, Aldar e Audace.I
quattro elfi erano al servizio di Babbo Natale. Un bel giorno la macchina per fare i regali si guastò:
Babbo Natale e i quattro elfi erano disperati. Babbo Natale guardò dentro la macchina e vide che
c’era un pezzo mancante. Allora mandò Luna, Birichina, Aldar e Audace a ritrovarlo. I quattro elfi
partirono il giorno dopo e si diressero verso un paesino di montagna. Si era fatto buio quando
arrivarono, così si rifugiarono in una taverna. Il giorno dopo si rimisero in cammino.
Nel loro cammino incontrarono la Befana e scoprirono che era stata lei a rubare il pezzo della
macchina. I quattro elfi la rincorsero fino a rimanere senza fiato: così decisero che Luna doveva
rincorrerla per il sentiero perché era la più veloce mentre gli altri cercavano di raggiungerla
attraverso i campi. La raggiunsero però lei lanciò via il pezzo mancante. Aldar e Audacelo presero
mentre Luna e Birichina si nascosero dietro una roccia.
Audace e Aldar si trovarono faccia a faccia con la Befana. Gli elfi si strinsero la mano e pensarono a
cose belle: così la Befana scomparve. Tornarono al polo nord e con Babbo Natale si rimisero a
fabbricare regali. Così vissero tutti felici e contenti per tanti giorni di Natale.
Gaia e Andrea R.
Babbo Natale, i suoi elfi e le renne al polo nord
Un giorno Babbo Natale e i suoi elfi aspettavano un pacco importante per la note di Natale.
Dentro a quel pacco c’era una polverina magica che faceva diventare le cose tristi e povere, cose
divertenti e belle. Siccome quel pacco non arrivava, Babbo Natale e i suoi elfi decisero di andare a
vedere come mai non arrivava, ma non videro niente.
A un certo punto, lontano lontano, una cattiva Befana, aveva in mano un pacco che luccicava: gli
elfi lo notarono perché si rifletteva la luce delle stelle.
Babbo Natale e i suoi elfi decisero di andare a vedere. Babbo Natale chiese alla Befana se gli dava
quel pacco, ma lei brutalmente rispose di no.
Allora Babbo Natale fece una magia alla Befana che gli dette il pacco con la polverina magica. Così
Babbo Natale passò, con le renne, sulle case dei poveri e buttò la polverina: diventarono ricchi e
felici e trascorsero un bellissimo Natale
Duccio e Orazio
Il dolce di Santa Lucia
Il pane di Santa Lucia, una delle tante ricette natalizie. Siamo vicini al solstizio d’inverno e nei paesi nordici, fra le aurore boreali e le miriadi di candele si e’ da sempre dato un forte peso alla magia della luce ed al suo ritorno.
Per un sapore tutto scandinavo: questo pane dolce si consuma in Svezia in occasione di una delle feste piu’ belle, quella di S. Lucia. Il 13 dicembre, lungo le strade di ogni città, si snoda una suggestiva processione: la guida una bambina, vestita di bianco con una candela in mano e una coroncina di candele in testa, seguita da tante altre bambine che portano candele e offrono questo pane allo zafferano (Saffransbrod) e biscotti allo zenzero a chi assiste.
Ingredienti:
• 500 gr di farina 00
• 70 gr di zucchero
• 200 ml di latte
• 2 uova (1 per l’impasto, 1 per la doratura)
• 100 gr di Vallé Omega 3
• 1 bustina (7g) di lievito di birra liofilizzato
• 1 uovo
• 1 cucchiaino di filamenti di zafferano
Mettete in infusione lo zafferano in 2-3 cucchiai di acqua bollente almeno 2 ore prima di impastare il pane. Trascorso questo tempo, fate intiepidire il latte, poi mescolatelo col lievito, 2 cucchiai di zucchero e 3 di farina. Coprite e aspettate 15 minuti. Sciogliete la margarina a bagnomaria. Mescolate il latte e il lievito (che nel frattempo sarà fermentato) con l’uovo sbattuto e versate in una ciotola con la farina e lo zucchero, poi aggiungete l’acqua con lo zafferano, la margarina e mescolate. Rovesciate l’impasto sulla spianatoia infarinata e impastate per almeno 5 minuti
Quando l’impasto è elastico, formate una palla e mettetela in una ciotola larga che avrete unto con margarina. Coprite con cellophane e mettete a lievitare in un luogo riparato per un’ora circa. Trascorsa l’ora, versate l’impasto (che sarà duplicato di volume) sulla spianatoia e stendetelo col mattarello fino a formare un rettangolo di circa 25×40 cm. Tagliate 7 strisce larghe 5 cm circa
Arrotolate ogni striscia su se stessa, poi adagiate la prima chiocciolina al centro della placca rivestita da carta forno e tutte le altre intorno a raggiera (a me qui ne è sfuggita una in più, ma se volete rispettare il numero delle candele di S. Lucia mettete una chiocciolina in centro e sei intorno). Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare ancora per mezz’ora; nel frattempo accendete il forno a 200 gradi.

Quando la seconda lievitazione è terminata e il forno è in temperatura, spennellate bene con l’uovo sbattuto e infornate per 25-30 minuti
Lasciate raffreddare bene sulla griglia e servite.
Preparo i bimbi alla tradizione di Santa Lucia
La festa di Santa Lucia è il 13 dicembre; giorno in cui originariamente, a causa dello sfasamento tra l’anno solare e il calendario giuliano, cadeva il solstizio d’inverno. Questo, insieme alla radice “lux” del nome Lucia, ha fatto sì che, soprattutto in Svezia, questa festa segnasse la fine del buio e l’arrivo della stagione migliore. Il 13 dicembre si festeggia quindi il giorno più corto dell’anno e l’avvento delle giornate con maggiore luce in prossimità del Natale!
Ma cosa possiamo fare per i nostri figlioli?
La sera del 12 dicembre, i bambini dovranno lasciare sul terrazzo fieno e acqua per l’asinello e cibi per la santa insieme a delle scarpe all’interno delle quali Santa Lucia potrà lasciare i regali: questo perché in origine i doni erano costituiti perlopiù da dolci, biscotti e mandarini, ben poca cosa rispetto ai costosi giocattoli di oggi, ma sufficienti a riempire di aspettative e di gioia i bambini creando un’atmosfera magica e festosa.
Per questa occasione ho preparato dei coni porta dolci (presi dal libro Crafting Christmas Gifts di Tilda) che Santa Lucia riempirà di caramelle e cioccolatini. Vi metto la foto di quello che ho realizzato io.
Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!
Santa Lucia è tra gli appuntamenti più in voga per i nostri piccoli insieme alla befana, il Natale, la fatina del dentino e l’uovo di Pasqua!
Sinceramente, conoscevo questo giorno solo perché il giorno più corto dell’anno e perché la Santa in questione è la protettrice dei ciechi. Solo qualche giorno fa, mossa dalla curiosità, su uno dei tanti siti per bambini ho letto di più riguardo a questa tradizione, popolare soprattutto nel Nord Italia.
E ho deciso di farla mia!
La “notte di Santa Lucia” si colloca tra il 12 e il 13 dicembre; durante la nottata, secondo la leggenda, Santa Lucia percorre le strade della città con il suo asinello distribuendo i doni ai bambini buoni riservando il carbone a quelli cattivi.
Durante i giorni appena precedenti, i bambini possono scrivere una letterina indicando i doni che desiderano ricevere; la preziosa missiva andrà lasciata in un posto dove Santa Lucia possa trovarla.
Naturalmente, non è detto che Santa Lucia provveda a soddisfare tutte le richieste del bambino e, se non è stato esattamente un angioletto, potrà lasciare un pezzo di carbone dolce in mezzo ai regali.
Il Natale si avvicina
Buonasera a tutte mamme carissime e scusate la mia lunga assenza ma purtroppo il lavoro la famiglia la casa mi hanno totalmente inglobata.
Ma sono carichissima per questo periodo che sta per arrivare… Tutto sommato il Natale è da sempre la festa della gioia, quest’anno più che mai anche se non sappiamo ancora come e con chi lo passeremo!!
Nel frattempo prepariamoci a dovere!!
Giocattoli e giochi
I giochi sono il modo primario per far avvicinare i nostri bambini al mondo dell’insegnamento. Proprio tramite i giocattoli possiamo fornire materiale prezioso per apprendere regole, parole, colori ecc.
Il compito di noi genitori è duplice da una parte dobbiamo creare uno spazio sicuro affinché loro possono giocare, dall’altra dobbiamo presentare giocattoli adatti alla loro età. I bambini appunto imparano giocando e imparano meglio se diamo loro uno spazio è autonomia.
Io sono dell’idea che il gioco deve essere sempre deciso dal bambino, il bambino può prende l’iniziativa anche quando è neonato e noi pensiamo che non abbia facoltà intellettive o che non abbia la capacità di scegliere o di intendere e di volere. Invece i BIMBI SIN DAI PRIMI MESI sono intelligentissimi, assorbono qualunque cosa ci sia intorno a loro per quanto riguarda luci, colori, odori, sensazioni e percepiscono tutto.
E’ molto importante promuovere e sviluppare l’attitudine al gioco, non bisogna mettersi lì ad insegnare ai bambini come giocare anche se secondo noi il bambino sta usando il giocattolo in modo sbagliato non è nostro compito correggerlo perché il bambino deve avere la possibilità di esplorare.
“ogni volta che insegniamo un bambino una cosa lo priviamo della possibilità di scoprirla da solo e quindi di comprenderla fino in fondo”
Che cosa vuol dire? Che se noi spieghiamo a un bambino come funzionano le lego lo stiamo privando della gioia della soddisfazione di scoprirlo da solo!
La rabbia, che sentimento forte!
Spesso, sottostimiamo i nostri figli quando dovremo sovrastimarli e viceversa.
E’ vero, non gli diamo tanta fiducia, facciamo un esempio: in alcune famiglie a 10 anni i bambini mangiano ancora con i piatti di plastica, però poi i genitori si stupiscono se gli stessi bambini non riescono a gestire le emozioni come gli adulti!
Il cervello del bambino è plastico quindi molto portato ad apprendere, ma allo stesso tempo non in grado di gestire tante situazioni e tante emozioni. Semplicemente il suo sistema nervoso non riesce a far fronte alla sua situazione (se volete andate a leggervi qualcosa sulla corteccia prefrontale non formata totalmente nel bambino).
Quindi cosa fare in caso di rabbia? due lavori: uno su noi genitori ed uno sui nostri figli.
Innanzitutto noi dobbiamo essere tranquilli perchè è una fase che non durerà per sempre. Poi dobbiamo ricordarci che noi adulti dobbiamo essere più grandi, più forti saggi e gentili dei bambini.
La gentilezza è evitare la sculacciata o il rimprovero in questo momento di rabbia, poiché i bambini innanzitutto imparano attraverso la gioia e nella gentilezza, non nella paura.
Quindi parola d’ordine è: ACCOGLIERE LA RABBIA. Quindi se il bambino si fa toccare durante la crisi, lo prendiamo in braccio, gli diciamo “so che sei tanto arrabbiato, capisco che è difficile non avere quello che si vuole, ma adesso non puoi fare quello che vuoi” quindi piangi pure io la caramella non te la posso dare, quando ti passa continueremo a giocare.
Questo fa bene al bambino poiché lo sostiene nella rabbia, essere empatico, calmo (se non sto calmo, non posso effettuare un buon intervento) e vicino in questo momento è importante.
